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L'inverno che arriva in giardino

Operazioni colturali e piccole attività.

A cura di Andrea Pagani e Nicola Pondrelli.

L’inverno è una stagione di riposo per il giardino, ma non per il giardiniere. Sono infatti tante le operazioni colturali da dover eseguire per essere pronti all’arrivo della primavera.

Durante l’inverno le piante a foglia caduca e sempreverdi entrano nella fase di riposo vegetativo, la linfa rallenta il suo flusso all’interno dei rami, i quali si liberano dei liquidi in eccesso per resistere meglio ai geli invernali.

La preparazione delle piante e del giardino per l’inverno è quindi un’operazione colturale molto importante.

Sono infatti diverse le cure che il giardino richiede per poter superare questo periodo e fra le prime cose da fare, a partire dai primi di novembre, c’è sicuramente la pulizia delle foglie secche e una leggera sarchiatura del terreno con somministrazione di concime organico a lento rilascio (cornunghia o dermazoto).

Sui sempreverdi sensibili alla cocciniglia (alloro, pittosporo, agrifoglio) è opportuno effettuare un trattamento a base di olio bianco e insetticida. Questo trattamento preventivo è infatti il sistema migliore per avere le piante sane durante tutta la stagione. Il trattamento deve essere ripetuto su piante con forti infestazioni.

Per la protezione dal gelo è opportuno coprire le radici delle piante particolarmente sensibili con materiale pacciamante (corteccia di pino o similari). Per le piante di maggiori dimensioni (Oleandri, Mimose, Callistemon, etc) invece, sarà necessario usare teli di tessuto geotessile, che consentirà loro di passare l’inverno al riparo, ma senza gli effetti negativi che può provocare il comune nylon che impedisce la  traspirazione e provoca marciumi. Gli agrumi, i Solanum e le piante mediterranee in vaso andranno poste al riparo in serra fredda o in locale riparato ma luminoso, nel quale la temperatura non scenda comunque al di sotto di +1°C.

Tornando in giardino, una volta cadute e raccolte tutte le foglie è opportuno irrorare i cespugli e il terreno sottostante con prodotti a base di rame (ossicloruro o idrossido o poltiglia bordolese).

Un’altra operazione colturale importantissima e spesso fonte di controversie è la potatura. A seconda della specie va effettuata in periodi diversi. In inverno è importante evitare di potare gli arbusti a fioritura primaverile (la forsithia, il comune fior di pesco, i pruni,  i lillà, i viburni e tutte le magnolie giapponesi), le quali andranno tutte potate solo dopo la fioritura. Per la potatura delle altre piante si ha tempo fino ai primi di marzo, ma a patto di eseguirla in giornate non particolarmente fredde. I sempreverdi si potano fra febbraio e marzo, quando il pericolo delle gelate è scongiurato e il pericolo di infezione dei tagli è molto inferiore. In caso di conifere, siepi o simili che possono essere danneggiate da nevicate è bene alleggerire loro la chioma in previsione di questo evento. In caso di tagli molto importanti (superiori a 5 cm di diametro) sarebbe sempre opportuno pennellare la superficie del taglio con mastici cicatrizzanti, che sono ottimi anche per sostituire la corteccia ove ci siano ferite nel tronco o nei rami. Le ortensie è importante potarle nel modo corretto: i rami che hanno portato il fiore dell’anno devono essere recisi alla base, mentre i rami che non hanno prodotto fiori vanno spuntati di circa 5/15 cm a seconda della dimensione della pianta.

Un altro elemento molto importante ed al contempo delicatissimo è il prato. Fondamentale è raccogliere le foglie cadute da arbusti ed alberi prima che la loro presenza porti alla marcescenza del manto erboso e soprattutto è opportuno verificare che l’acqua percoli evitando ristagni. Nelle zone ombreggiate è bene spargere del solfato ferroso al fine di eliminare il pericolo del muschio. Il solfato ferroso, una volta distribuito, “ brucia” il muschio, il quale dovrà essere estirpato attraverso una arieggiatura superficiale che liberi il prato dal feltro e dall’eccesso di residui di vecchi sfalci. Questa operazione è particolarmente importante e se necessario va ripetuta in primavera (entro il mese di aprile). Il prato va inoltre concimato con prodotti a lento rilascio, come  dermazoto o simili. Questa concimazione consentirà al prato di poter usufruire di azoto organico, sostanza sempre carente nei nostri terreni, e di prepararsi al meglio per affrontare i freddi invernali.

In tempi di ecosostenibilità è consigliabile disinfettare con calciocianamide il terreno dove effettueremo nuove piantagioni. Si tratta infatti di un concime azotato naturale che con la sua azione caustica libera il terreno da insetti indesiderati e brucia le plantule delle erbe infestanti.

Fra novembre e febbraio è inoltre il momento per mettere a dimora i bulbi a fioritura primaverile (tulipani, narcisi, giacinti etc.). Per valorizzare al meglio queste fioriture è riunirli a gruppi di alcune decine, omogenei per colore e specie. La profondità d’impianto è di solito equivalente all’altezza del bulbo stesso. E’ buona norma non eccedere con la profondità e utilizzare del terriccio universale per favorire l’attecchimento.

Di questo periodo sono anche le operazioni di rinvaso. Il rinvaso delle piante consente loro di aumentare lo sviluppo in modo armonioso e di dare loro una prospettiva di crescita migliore. Per effettuare correttamente questa operazione è opportuno usare vasi di dimensioni al massimo superiori di 2/3 cm rispetto al precedente, utilizzando terricci di ottima qualità possibilmente a base di torba. I vasi che si utilizzano non devono essere necessariamente di cotto e anche le resine e i materiali plastici vanno benissimo. Prima di mettere la pianta nel nuovo vaso è bene rompere il reticolo di radici che circonda il pane di terra, in modo da favorirne lo sviluppo in tutte le direzioni. Inutile dire che dopo ogni rinvaso è bene concimare subito con prodotti a lento rilascio ed effettuare una piccola potatura in modo da favorire l’immediata ripresa vegetativa.

E a questo punto, buona primavera a tutti!

Commenti

Molto interessante il suggerimento sull'uso della calciocianamide. Si può usare solo su nuovi impianti oppure anche su aiole con rose alcune vecchie?? Grazie e saluti.

Pierlodovico Guarneri

Vorrei sapere se la calciocianamide va bene anche prima di seminare o trapianti nell'orto di casa. grazie!

loredana

per quanto riguarda i tulipani, cosa potrei piantare di seguito dopo i tulipani, vorrei qualche cosa che venisse dopo di loro e che così possa avere un proseguo delle fioriture prima ovviamente che arrivino le rose. grazie e saluti.

loredana

gentilmente vorrei sapere che tipo di concime usare x i tigli, e in che periodo grazie.

roberto

grazie!

beatrice

non ho efettuato la concimazione autunno invernale sulle seguenti piante : alloro + piracantha+ligustrum (siepe) nandina photinia ligustrum texano abelia ibiscus siryacus laegestromia le piante dopo questo inverno così rigido sono parecchio bruttine, cosa posso fare devo attendere la primavera o posso concimare anche ? Grazie mille

federica

articolo veramante interessante .Se possibile vorrei una informazione ,durante un viaggio in Bretagna ho visto siepi di ortensie di tutte le specie,molto grandi e belle; i loro padroni i fiori non li tolgono un volta sfioriti,è ilcomportameto corretto?E se invece il fiore deve essere tolto come fare a riconoscere il ramo fiorito l'anno precedente? Grazie e cordiali saluti

linda

gentilmente vorrei sapere che concime usare per i bulbi di tulipano e narciso grazie

marina pani

gentilmente vorrei sapere che fertilizzante usare per i bulbi di tulipano e narciso grazie marina

marina pani

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